Recensione: Dolores Claiborne di S. King

Buongiorno lettori! Ritorno a parlarvi dell’ultimo libro di King che ho letto: Dolores Claiborne. Partiamo subito con la trama.

TRAMA: Dolores Claiborne (oltre ad essere il titolo del libro) è il nome della protagonista di questo romanzo. Dolores è una donna sulla sessantina che, dopo 30 anni di servizio come domestica presso Vera Donovan, si ritrova interrogata dalla polizia del luogo dopo la morte di quest’ultima in circostanze poco chiare. La protagonista, però, non si limiterà a raccontare gli ultimi istanti di vita di Vera, ma decide di fornire altri informazioni sul suo passato, ritornando a quando era una giovane trentenne.  img_20190716_1040443396110412542961621.jpg

COSA NE PENSO?

Innanzitutto, è importante precisare che non si tratta di un horror e quindi non vi è nulla di paranormale, eccenzion fatta per un piccolo collegamento tra questo libro e la storia narrata in “Il gioco di Gerald” che solo i più attenti (una volta letti entrambi i libri) noteranno. King attraverso la narrazione di questa storia ambientata intorno gli anni 50, mette in risalto la figura della donna in quegli anni, dove la mentalità ancora ristretta, favoriva la visione di quest’ultima come una proprietà del marito. La storia che andremo a leggere non è nient’altro che l’interrogatorio alla quale Dolores è sottoposta dopo la morte di Vera. E’ una narrazione fluida, senza le solite descrizione alla quale a volte King non sa resistere. Questo è il primo punto a favore del libro. Secondo punto a favore è la presenza di particolari che ci permettono di avere sia una conoscenza dei personaggi che la compongono, sia del luogo e del tempo in cui si svolge la storia. Oltre alla figura della donna maltrattata dal marito, emerge un particolare  presente in quasi tutti i libri di King che ho letto sino ad ora: il rapporto conflittuale tra padre e figlio/a. La scrittura è sempre scorrevole, ma colorita. La presenza di numerose parolacce non sono poste a caso; servono a delineare il personaggio di una donna forte quale è Dolores. Chi ha ucciso Vera? Se credete di avere dall’autore qualche indizio durante la durata della lettura vi sbagliate! Leggetelo tutto d’un fiato e non ve ne pentirete.

CHE VOTO GLI DO? Il mio voto è 6 e mezzo. Non do di più perché anche questo come Carrie è un bel libro, ma non è il meglio di King. Inoltre la storia ha uno sviluppo un pò lento per le prime 100 pagine, per poi svilupparsi tutto insieme successivamente. E’ un libro che consiglio a chi non ha letto mai King e vorrebbe iniziare con qualcosa di poco impegnativo.

La recensione finisce qui. Spero di avervi fatto venir voglia di leggere questo libro o quanto meno avervi dato un’idea generale sulla lettura. Vi ricordo di seguirmi su Instagram dove sono molto più attiva con gli aggiornamenti di lettura.

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Recensione: Carrie di Stephen King

Ciao a tutti miei cari readers! Oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro di King che ho letto nel mese di giugno: Carrie. Partiamo dalla trama.

TRAMA: Carrie è un’adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una compagna di classe, un’occasione di normalità, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione che nessuno potrà dimenticare.img_20190702_161930152248762815734617.jpg

COSA NE PENSO?

Carrie, essendo la prima opera di King, ha sempre suscitato un certo interesse da parte mia.  Questo libro, sicuramente non è il migliore dell’autore, ma neanche il peggiore. Innanzi tutto tratta importanti temi: l’adolescenza, il bullismo, il fanatismo religioso e (secondo me) anche la cecità della società circostante dinanzi a problemi evidenti.  La fine del libro è quasi intuibile dalle prime pagine. La narrazione avviene tramite pezzi di vari documenti/libri scritti (ovviamente nati dalla mente geniale dell’autore in quanto è una storia di fantasia) alla quale si alterna una normale narrazione in terza persona. Ciò che mi ha colpito maggiormente è la descrizione quasi realistica della catastrofe che si abbatte su Chamberlain (luogo in cui si svolge la vicenda). King è in grado di far vivere al lettore in prima persona l’orrore che subiranno i vari personaggi. Si capisce bene, che Carrie, avendo poteri sovrannaturali li userà e li userà anche bene contro chi le provoca sofferenza e per quanto non è proprio lecito quello che la protagonista farà, non posso negarvi che ho tifato per lei dall’inizio alla fine. Il libro è abbastanza breve; è composto da appena 211 pagine, ma posso garantirvi che King ci permette di avere un quadro abbastanza chiaro sia sui personaggi e la loro vita che sulla natura degli eventi.

CHE VOTO GLI DO? Il mio voto è 6 su 10. Gli do questo questo voto non perché non mi sia piaciuto, anzi ve lo consiglio se amate questo autore o il genere, ma perché paragonato ad altri suoi libri  (secondo il mio umile parere) non merita di più.

Carrie è una di quelle storie che definirei breve ma intensa. Lettura consigliata!

La recensione finisce qui, fatemi sapere se l’avete letto e che ne pensate. Vi ricordo di iscrivervi al blog per non perdervi le altre recensioni!

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Recensione: “Memorie di una Geisha” di A. Golden

Buongiorno e buona domenica miei cari readers! Qualche giorno fa ho terminato la lettura di un libro che volevo leggere da tempo, ma che per un motivo o per un altro ho rimandato. Poi, finalmente libera dalla grossa mole di studio, ho deciso di leggerlo. Poiché si tratta di memorie, non c’è una trama; il libro infatti narra la vita della geisha Sayuri dall’infanzia alla vecchiaia. Una vita fatta di tanto sacrificio, rinuncia, dolore e poi, forse la felicità. Quindi, la domanda è: cosa ne penso?

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LA MIA OPINIONE

Dopo la lettura di memorie di una geisha ho capito una cosa: rientra sicuramente tra i libri che mi hanno conquistato il cuore. Chiyo è una bimba di 10 anni appena, quando viene strappata dalla sua famiglia povera composta da: un papà troppo vecchio, una mamma malata e Satsu sua sorella maggiore (tra le due non scorre un ottimo rapporto). Viene, quindi, portata a Gion, un quartiere con circa 800 Geishe. Da qui la sua vita cambierà totalmente; sarà una vita fatta di nostalgia, di tristezza, solitudine, fin quando Chiyo non diverrà Sayuri, la geisha più richiesta di Gion. Un libro, quindi, che ripercorre una vita che non potrà non lasciarvi il segno. Sin dalle prime pagine cattura il lettore portandolo subito nel vivo della storia, ha quindi uno sviluppo molto veloce. Scrittura molto scorrevole e in prima persona. Vi sono alcuni termini in giapponese, ma non temente: questi termini oltre ad essere spiegati all’interno della narrazione, li troverete anche sul retro del libro in un glossarietto apposito.

“Memorie di una geisha” è una lettura che arricchisce la cultura di chi legge. Una volta finito, infatti, avrete imparato tante nozioni sul Giappone e sulle geishe in maniera semplice e soprattutto con piacere. Questa lettura ha soddisfatto non solo le mie aspettative da lettrice, ma anche quelle da amante della cultura.

Durante la lettura non potrete far almeno di immedesimarvi nei personaggi, di tifare per uno piuttosto che un altro e di odiarne alcuni.

IL MIO VOTO: il mio voto è 9 su 10. Un voto più che meritato per la bellezza di tutto ciò che vi ho elencato prima. Quindi se avevate dubbi spero di averli eliminati e invogliati a leggere questo capolavoro. Vedrò sicuramente anche la trasposizione cinematografica.

P.S. Se ve lo state chiedendo non si tratta di una storia vera: i personaggi così come le vicende sono pura invenzione dell’autore, il quale, però, ha preso spunto da un mondo realmente esistito (ed ancora presente anche se di meno rispetto al passato).

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Recensione: “L’amante giapponese” di Isabel Allende

Buongiorno readers! Tra caldo e sessione estiva eccomi tornata all’attacco con una nuova recensione come avrete letto dal titolo. Oggi tocca a “L’amante giapponese” di Allende, terminato due settimane fa più o meno. Partiamo subito con la trama.

TRAMA: ” L’amante giapponese” narra la travagliata storia d’amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei Fukuda. A fare da cornice a tale storia abbiamo l’imminente seconda guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri. 

IMG_20190620_111028.jpg Cosa ne penso?

Se avete bisogno di leggere una storia forte e coinvolgente, fatta di intrighi, passioni, sofferenza, gioa o per dirla meglio, di emozioni, questo libro fa proprio per voi. Se credete che sia una banale storia d’amore, come potrebbe evincersi dalla trama, allora cari miei, state sbagliando di grosso. “L’amante giapponese” è uno di quei libri dove inizialmente serve un pò di tempo per ambientarsi (almeno nel mio caso così è stato, sarà anche per la particolare scrittura dell’Allende: scorrevole ma non troppo, a tratti “aulica” e distaccata nel narrare) e poi d’un tratto, senza neanche rendersi conto, il lettore, si ritrova “ingoiato” dalla storia per quanto è affascinante e travolgente. Al racconto dei due amanti principali (Alma e Ichimei), si alterna anche quello di Irina. Quest’ultima è una giovane donna che grazie al suo lavoro nella casa di riposo Lark House, conoscerà Alma e la sua vita. Irina a sua volta ha un passato tremendo alle spalle che pian piano sarà rivelato agli altri personaggi della storia e, ovviamente, al lettore.

E’ impossibile non rimanere coinvolti e non emozionarsi alla fine della storia. Nell’amante giapponese infatti, vengono trattati importanti temi come: l’amore, l’amicizia, la fedeltà, la seconda guerra mondiale, la violenza sessuale e non, la mentalità ristretta dell’epoca. Un libro che oltre ad intrattenere il lettore, lo porta a riflettere.

IL MIO VOTO:  7 su 10, quindi ve lo consiglio!!

Se la recensione vi è piaciuta e vi è stata d’aiuto, non dimenticate di iscrivervi al blog per ricevere la notifica ogni volta che sarà pubblicata una nuova recensione.

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Recensione: “Io prima di te” di Jojo Moyes

Buonasera amici lettori! Oggi vi parlo della mia ultima lettura terminata: “Io prima di te” di Jojo Moyes. Partiamo, come sempre, dalla trama.

TRAMA: La dolce Louisa Clark, ventisei anni, è una giovane donna fidanzata  da 7 anni con Patrick. Ha un lavoro come cameriera presso una pasticceria nella piccola cittadina in cui abita da sempre e dalla quale non si è mai mossa. Con il suo lavoro aiuta la famiglia che versa in serie difficoltà economiche. Louisa crede di avere tante certezze nella sua vita, ma quello che non sa è che da lì a poco la sua vita cambierà per sempre grazie all’incontro  con Will Traynor. Will è un giovane di trentacinque anni, ex uomo di affari e con un vita piena, ormai costretto su una sedia a rotelle e privo della voglia di vivere ed anche lui, proprio come Louisa, ignora che la sua vita avrà una svolta.

IMG_20190510_185034_803 COSA NE PENSO:

Di solito i romanzi rosa non sono proprio la mia prima scelta, ma dopo tanti libri di S. King letti in questi ultimi mesi avevo bisogno di cambiare un pò genere. Così, avendo già da qualche anno nella libreria di mia sorella questo libro e avendo visto il film (che ho apprezzato davvero tanto) ho deciso finalmente di leggerlo. La Moyes ha davvero una scrittura semplice, ma che sa arrivare in maniera diretta al lettore. E’ in grado di presentare ogni personaggio senza pesanti descrizioni, cosa che per me è sempre un punto a favore per l’autore.

“Io prima di te” non è un libro da prendere alla leggera. Viene affrontato un importante tema che è quello della disabilità e dei limiti che molto spesso oltre a derivare dalla malattia stessa, derivano soprattutto dalla società egoista e superficiale in cui viviamo. Un altro tema è quello del fine vita.

LOUISA: dolce 26enne è la protagonista di questo romanzo! Lavora senza tregua, torna a casa e ogni tanto passa il tempo libero guardando il suo ragazzo correre. Una ragazza semplice che si impegna per aiutare la famiglia in difficoltà economica,  non ha altri obiettivi (fino a quando non farà la conoscenza di Will), ma è piena di potenzialità. In poche parole amo il suo personaggio.

CHE VOTO GLI DO: il mio voto è 7 su 10!

ATTENZIONE SPOILER

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Will  vuole porre fine alla sua vita con l’eutanasia e lo fa. L’autrice pone all’interno del libro i diversi punti di vista su questo argomento: da un lato abbiamo i  genitori di Will che si arrendono alla scelta del figlio, comprendendo (anche se con difficoltà ovvia) che quest’ultimo si sente già privo di vita; Will vive una vita che non è più sua. Dall’altro abbiamo la famiglia di Louisa che in ogni caso non accetta la scelta dell’eutanasia.  Un tema molto delicato, questo, che l’autrice tocca nel modo più semplice  possibile.

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Quindi vi consiglio questo libro? La mi risposta è si, poichè al di là della componente romantica, apre gli occhi sulle tematiche importanti sopra citate.

La recensione termina qui, spero che vi sia piaciuta!

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Recensione: “La bambina che amava Tom Gordon” di S. King

Buon pomeriggio miei cari lettori, oggi vi parlo di un libro di King che sia per il titolo che per la trama mi ha sempre attirata: “La bambina che amava Tom Gordon”. Partiamo subito con la trama.

TRAMA: La piccola Trisha, nove anni, stanca dei litigi famigliari anche durante la gita sui monti Appalachi, ha imboccato un sentiero diverso, finendo per perdersi nella foresta. All’inizio l’aiutano l’istinto di sopravvivenza e la provvidenziale saggezza dell’infanzia, ma soprattutto l’ascoltare sul suo walkman le partite dei Red Sox, la squadra di baseball dove gioca il suo eroe, il mitico Tom Gordon. Ad un tratto, però, la sua fiducia comincia a calare: <<qualcosa>> la insegue e la spia nascosto tra gli alberi… 

IMG_20190515_171412.jpg IL MIO PENSIERO:

Partendo dal fatto che avevo grandi aspettative per questo libro, con grande dispiacere ho l’orrore di annunciarvi che purtroppo non mi è piaciuto. Innanzi tutto dell’horror non ha nulla, quindi se cercate qualcosa che veramente vi faccia temere il mostro nell’armadio mentre cercate di dormire, questo non è il libro che fa per voi. A questo punto vi starete chiedendo perché non mi sia piaciuto, bene, vi spiego. “La bambina che amava Tom Gordon” è una grande descrizione, infinita direi quasi. King ci dice dall’inizio alla fine cosa fa questa bambina (di soli 9 anni nel bosco) per sopravvivere ed aggiunge la componente “ansia” (volendo proprio esagerare) da questa misteriosa figura che la insegue. All’interno di un libro dove una giovane fanciulla si perde, da lettrice, accetto volentieri che mi si spieghi come faccia a sopravvivere la protagonista isolata in bosco (soprattutto se di tenera età), ma solo se questa si limita a qualche capitolo o per esempio se viene riportata a tratti durante la narrazione. Non in tutte 298 pagine!

Una differenza che ho notato rispetto ad altri suoi romanzi, è l’assenza quasi totale di flashback che raccontino il passato dei componenti della famiglia. Il lettore quindi non entra in sintonia con i personaggi perché non gli viene data la possibilità di conoscerli.

Altra cosa che non mi è piaciuta, è stato un punto che purtroppo sembrava aggiungere un pò di movimento alla storia, ma che poi rimane irrisolto perché l’autore sembra dimenticarsene completamente.

Infine, e poi giuro che smetto di gettare benzina sul fuoco, ci sono troppe nozioni e descrizioni sulle partite di baseball che Trisha segue grazie al suo walkman.

IL MIO VOTO: purtroppo 4 su 10.

E voi avete letto questo libro? Se si, cosa ne pensate?

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Recensione: Pet Sematary di Stephen King

Buongiorno readers e buona festa della Liberazione a tutti! Oggi, prima di fare un giretto al mare, vi voglio parlare del libro “Pet Sematary” come già si evince dal titolo.

CASA EDITRICE: Pickwick;

PREZZO DI COPERTINA: 10,90 EURO.

PAGINE: 417

TRAMA: La famiglia Creed si trasferisce in un sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, un luogo dove i ragazzi del circondario sono soliti seppellire i loro animali. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall’improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche.

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COSA NE PENSO?

L’autore parte  presentandoci prima la famiglia Creed e il luogo dove si trasferiscono e poi procede con uno sviluppo lento, ma non troppo, facendo addentrare per gradi il lettore in una realtà nuova e completamente diversa dalla propria. Anche qui, come accennato già in altre mie recensioni, vengono toccati in maniera leggera importanti argomenti come il rapporto con la famiglia, ma ancor di più la morte. La morte infatti è l’argomento principale del libro. King sembra voglia farci capire che la morte per quanto dolorosa e spiacevole è un avvenimento insito nella natura dell’uomo e in quanto tale fa parte della vita. In poche parole bisogna accettarla. Nel darci questa lezione il “Re” usa, ovviamente,  la componente horror-paranormale. La narrazione è molto scorrevole. Una pecca è che a volte si dilunga in descrizioni troppo lunghe,  annoiando un pò il lettore. Il finale del libro è totalmente inaspettato, infatti mi ha davvero lasciata a “bocca aperta”. Molto apprezzato.

IL MIO VOTO: Il mio voto per questo libro è un 7/2 su 10. Avrei dato un 8 pieno se non fosse stato troppo prolisso sulle descrizioni.

Se siete amanti del genere o di King e non avete letto questo libro il mio consiglio è: leggetelo! Sono certa che non ve ne pentirete.

Vi saluto e alla prossima recensione che sarà su “La bambina che amava Tom Gordon” sempre di King!

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