Recensione: “Storia proibita di una geisha” di Mineko Iwasaki

Buongiorno readers, ho da pochi giorni terminato la lettura di “Storia proibita di una geisha” di Mineko Iwasaki, la geisha che tramite il racconto della sua vita ha ispirato Golden, autore del celebre romanzo (da me già recensito in questo blog) “Memorie di una geisha”.

Di solito, in questo angolino dell’articolo, riporto sempre la trama, ma in questo caso non c’è una trama da scrivere proprio perché il libro in questione non è nient’altro che il racconto dell’intera vita da geisha di Mineko. Si tratta, quindi, di memorie. Sottolineo <<vita da geisha>> perché le memorie in questione iniziano narrando come la piccola Masako (nome originale prima della sua nomina come maiko) entra a far parte dell’ochiya Iwasaki fino al momento in cui, alla giovane età di 29 anni, decide di abbandonare la sua professione.

Mineko scrive il suo libro con l’aiuto fondamentale di Rande Brown per la traduzione in inglese; la lettura risulta molto scorrevole. A differenza di “Memoria di una geisha”, questo libro contiene moltissime informazioni sul sistema di Gion Kobu ( il quartiere di Geishe più famoso in Giappone), informazioni che ci fanno comprendere l’effettiva complessità del lavoro della geisha fatto di studi faticosi ed etichette comportamentali che devono essere obbligatoriamente rispettate da quest’ultima. Nel retro del libro troviamo un glossarietto con il significato di tutti i termini giapponesi che incontreremo durante la lettura, per cui, non temete se ne dimenticate qualcuno. Per concludere, posso affermare che se con “Memorie di una geisha” di Golden è nata in me una certa curiosità per questo mondo a me prima sconosciuto, ora sono davvero curiosa di leggere altri libri sulla cultura Giapponese (anche non riguardante le geishe, tema che ho già approfondito a sufficienza). Quindi se avete dei suggerimenti sono ben accetti (lasciate quindi un commento sotto quest’articolo!).

Il mio voto: Non per la storia, in quanto si tratta di memorie di una vita vera, ma per la semplicità con cui è narrata e per le tante nozioni presenti, il mio voto per questo libro è un 7 e mezzo su 10.

Con questo vi saluto! Alla prossima recensione!

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Recensione: IT, S. King

Buon pomeriggio readers, eccomi ritornata dopo ben 5 mesi di assenza dovuti dalla lunga e impegnativa lettura di IT. Devo ammettere che questo tempo così lungo impiegato per terminare il libro non è dovuto alla lettura in sé, quanto ad alcuni impegni sul fronte Università in quanto, finalmente, mi sono laureata! Ma bando alle ciance e parliamo del libro. Come risaputo, IT, è un mattonazzo di ben 1200 pagine.

Cosa ne penso? Non è un caso che IT sia un “classico”; all’interno del libro si coglie l’intera genialità di S. King. Tutti i personaggi citati nella storia (quindi non solo i protagonisti) sono ampiamente descritti. In questo libro, infatti, ciò che non manca sono proprio le descrizioni e se da un lato è positivo perché permettono al lettore di percepire ogni cosa e di immedesimarsi in ogni luogo e situazione, dall’altro lato per me è stata una nota dolente poiché rende il tutto veramente troppo prolisso. Credo infatti che se di 1200 pagine ne fossero state 800, eliminando tutto il superfluo (che credetemi è davvero troppo. Ad es. sono raccontate storie anche di altri personaggi non secondari ma terziari alla storia della quale si può benissimo fare a meno) avrei apprezzato il libro molto molto di più. ATTENZIONE!! Con questa critica che ho mosso più volte anche su IG, non voglio dire che non mi sia piaciuto, anzi.

In IT il lettore, che sia esso adolescente o già adulto, sarà portato a:

  1. Riscontrarsi con una realtà particolare che è quella del vivere a scuola, avere o non avere degli amici, il bullismo (tematica centrale del libro), problemi con in genitori ecc…
  2. Riscontrarsi con la realtà dell’adulto ed in questo caso particolare, alla fine del libro, notiamo una certa nostalgia dell’infanzia/adolescenza da parte dei nostri protagonisti ormai cresciuti.

Durante la lettura, ma a passi lenti, l’autore ci pone davanti tutto l’Universo di IT e vale a dire: cos’è, da dove viene, perché assume forme di volta in volta diverse. In poche parole si viene a conoscenza di un universo nuovo che definirei il multiverso di King (che preciso essere a dir poco fantastico!). Quindi, cari amici, se all’inizio vi scoraggiano le descrizioni eccessive o il non capire cos’è effettivamente IT e cosa vuole, non temete perché il libro ha tutte le risposte. Bisogna solo leggerlo!

CHE VOTO GLI DO? Putroppo, nonostante nel complesso abbia amato questo libro, le parti eccessive mi hanno dato del filo da torcere durante la lettura, per questo motivo il mio voto è 7 su 10.

P.S. Durante la lettura, quando IT fa le sue comparse, troviamo delle scene davvero schifose, ma quelle mi sono piaciute parecchio. In confronto, il nuovo film è un cartone animato per bimbi! Se quindi siete fan del genere e di King vi consiglio di leggerlo, ma se non avete mai letto niente di questo autore come sempre vi consiglio di partire da Shining (che rimane il mio preferito in assoluto) o Pet Sematary.

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Recensione: Dolores Claiborne di S. King

Buongiorno lettori! Ritorno a parlarvi dell’ultimo libro di King che ho letto: Dolores Claiborne. Partiamo subito con la trama.

TRAMA: Dolores Claiborne (oltre ad essere il titolo del libro) è il nome della protagonista di questo romanzo. Dolores è una donna sulla sessantina che, dopo 30 anni di servizio come domestica presso Vera Donovan, si ritrova interrogata dalla polizia del luogo dopo la morte di quest’ultima in circostanze poco chiare. La protagonista, però, non si limiterà a raccontare gli ultimi istanti di vita di Vera, ma decide di fornire altri informazioni sul suo passato, ritornando a quando era una giovane trentenne.  img_20190716_1040443396110412542961621.jpg

COSA NE PENSO?

Innanzitutto, è importante precisare che non si tratta di un horror e quindi non vi è nulla di paranormale, eccenzion fatta per un piccolo collegamento tra questo libro e la storia narrata in “Il gioco di Gerald” che solo i più attenti (una volta letti entrambi i libri) noteranno. King attraverso la narrazione di questa storia ambientata intorno gli anni 50, mette in risalto la figura della donna in quegli anni, dove la mentalità ancora ristretta, favoriva la visione di quest’ultima come una proprietà del marito. La storia che andremo a leggere non è nient’altro che l’interrogatorio alla quale Dolores è sottoposta dopo la morte di Vera. E’ una narrazione fluida, senza le solite descrizione alla quale a volte King non sa resistere. Questo è il primo punto a favore del libro. Secondo punto a favore è la presenza di particolari che ci permettono di avere sia una conoscenza dei personaggi che la compongono, sia del luogo e del tempo in cui si svolge la storia. Oltre alla figura della donna maltrattata dal marito, emerge un particolare  presente in quasi tutti i libri di King che ho letto sino ad ora: il rapporto conflittuale tra padre e figlio/a. La scrittura è sempre scorrevole, ma colorita. La presenza di numerose parolacce non sono poste a caso; servono a delineare il personaggio di una donna forte quale è Dolores. Chi ha ucciso Vera? Se credete di avere dall’autore qualche indizio durante la durata della lettura vi sbagliate! Leggetelo tutto d’un fiato e non ve ne pentirete.

CHE VOTO GLI DO? Il mio voto è 6 e mezzo. Non do di più perché anche questo come Carrie è un bel libro, ma non è il meglio di King. Inoltre la storia ha uno sviluppo un pò lento per le prime 100 pagine, per poi svilupparsi tutto insieme successivamente. E’ un libro che consiglio a chi non ha letto mai King e vorrebbe iniziare con qualcosa di poco impegnativo.

La recensione finisce qui. Spero di avervi fatto venir voglia di leggere questo libro o quanto meno avervi dato un’idea generale sulla lettura. Vi ricordo di seguirmi su Instagram dove sono molto più attiva con gli aggiornamenti di lettura.

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Recensione: Carrie di Stephen King

Ciao a tutti miei cari readers! Oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro di King che ho letto nel mese di giugno: Carrie. Partiamo dalla trama.

TRAMA: Carrie è un’adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una compagna di classe, un’occasione di normalità, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione che nessuno potrà dimenticare.img_20190702_161930152248762815734617.jpg

COSA NE PENSO?

Carrie, essendo la prima opera di King, ha sempre suscitato un certo interesse da parte mia.  Questo libro, sicuramente non è il migliore dell’autore, ma neanche il peggiore. Innanzi tutto tratta importanti temi: l’adolescenza, il bullismo, il fanatismo religioso e (secondo me) anche la cecità della società circostante dinanzi a problemi evidenti.  La fine del libro è quasi intuibile dalle prime pagine. La narrazione avviene tramite pezzi di vari documenti/libri scritti (ovviamente nati dalla mente geniale dell’autore in quanto è una storia di fantasia) alla quale si alterna una normale narrazione in terza persona. Ciò che mi ha colpito maggiormente è la descrizione quasi realistica della catastrofe che si abbatte su Chamberlain (luogo in cui si svolge la vicenda). King è in grado di far vivere al lettore in prima persona l’orrore che subiranno i vari personaggi. Si capisce bene, che Carrie, avendo poteri sovrannaturali li userà e li userà anche bene contro chi le provoca sofferenza e per quanto non è proprio lecito quello che la protagonista farà, non posso negarvi che ho tifato per lei dall’inizio alla fine. Il libro è abbastanza breve; è composto da appena 211 pagine, ma posso garantirvi che King ci permette di avere un quadro abbastanza chiaro sia sui personaggi e la loro vita che sulla natura degli eventi.

CHE VOTO GLI DO? Il mio voto è 6 su 10. Gli do questo questo voto non perché non mi sia piaciuto, anzi ve lo consiglio se amate questo autore o il genere, ma perché paragonato ad altri suoi libri  (secondo il mio umile parere) non merita di più.

Carrie è una di quelle storie che definirei breve ma intensa. Lettura consigliata!

La recensione finisce qui, fatemi sapere se l’avete letto e che ne pensate. Vi ricordo di iscrivervi al blog per non perdervi le altre recensioni!

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Recensione: “Memorie di una Geisha” di A. Golden

Buongiorno e buona domenica miei cari readers! Qualche giorno fa ho terminato la lettura di un libro che volevo leggere da tempo, ma che per un motivo o per un altro ho rimandato. Poi, finalmente libera dalla grossa mole di studio, ho deciso di leggerlo. Poiché si tratta di memorie, non c’è una trama; il libro infatti narra la vita della geisha Sayuri dall’infanzia alla vecchiaia. Una vita fatta di tanto sacrificio, rinuncia, dolore e poi, forse la felicità. Quindi, la domanda è: cosa ne penso?

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LA MIA OPINIONE

Dopo la lettura di memorie di una geisha ho capito una cosa: rientra sicuramente tra i libri che mi hanno conquistato il cuore. Chiyo è una bimba di 10 anni appena, quando viene strappata dalla sua famiglia povera composta da: un papà troppo vecchio, una mamma malata e Satsu sua sorella maggiore (tra le due non scorre un ottimo rapporto). Viene, quindi, portata a Gion, un quartiere con circa 800 Geishe. Da qui la sua vita cambierà totalmente; sarà una vita fatta di nostalgia, di tristezza, solitudine, fin quando Chiyo non diverrà Sayuri, la geisha più richiesta di Gion. Un libro, quindi, che ripercorre una vita che non potrà non lasciarvi il segno. Sin dalle prime pagine cattura il lettore portandolo subito nel vivo della storia, ha quindi uno sviluppo molto veloce. Scrittura molto scorrevole e in prima persona. Vi sono alcuni termini in giapponese, ma non temente: questi termini oltre ad essere spiegati all’interno della narrazione, li troverete anche sul retro del libro in un glossarietto apposito.

“Memorie di una geisha” è una lettura che arricchisce la cultura di chi legge. Una volta finito, infatti, avrete imparato tante nozioni sul Giappone e sulle geishe in maniera semplice e soprattutto con piacere. Questa lettura ha soddisfatto non solo le mie aspettative da lettrice, ma anche quelle da amante della cultura.

Durante la lettura non potrete far almeno di immedesimarvi nei personaggi, di tifare per uno piuttosto che un altro e di odiarne alcuni.

IL MIO VOTO: il mio voto è 9 su 10. Un voto più che meritato per la bellezza di tutto ciò che vi ho elencato prima. Quindi se avevate dubbi spero di averli eliminati e invogliati a leggere questo capolavoro. Vedrò sicuramente anche la trasposizione cinematografica.

P.S. Se ve lo state chiedendo non si tratta di una storia vera: i personaggi così come le vicende sono pura invenzione dell’autore, il quale, però, ha preso spunto da un mondo realmente esistito (ed ancora presente anche se di meno rispetto al passato).

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Recensione: “L’amante giapponese” di Isabel Allende

Buongiorno readers! Tra caldo e sessione estiva eccomi tornata all’attacco con una nuova recensione come avrete letto dal titolo. Oggi tocca a “L’amante giapponese” di Allende, terminato due settimane fa più o meno. Partiamo subito con la trama.

TRAMA: ” L’amante giapponese” narra la travagliata storia d’amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei Fukuda. A fare da cornice a tale storia abbiamo l’imminente seconda guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri. 

IMG_20190620_111028.jpg Cosa ne penso?

Se avete bisogno di leggere una storia forte e coinvolgente, fatta di intrighi, passioni, sofferenza, gioa o per dirla meglio, di emozioni, questo libro fa proprio per voi. Se credete che sia una banale storia d’amore, come potrebbe evincersi dalla trama, allora cari miei, state sbagliando di grosso. “L’amante giapponese” è uno di quei libri dove inizialmente serve un pò di tempo per ambientarsi (almeno nel mio caso così è stato, sarà anche per la particolare scrittura dell’Allende: scorrevole ma non troppo, a tratti “aulica” e distaccata nel narrare) e poi d’un tratto, senza neanche rendersi conto, il lettore, si ritrova “ingoiato” dalla storia per quanto è affascinante e travolgente. Al racconto dei due amanti principali (Alma e Ichimei), si alterna anche quello di Irina. Quest’ultima è una giovane donna che grazie al suo lavoro nella casa di riposo Lark House, conoscerà Alma e la sua vita. Irina a sua volta ha un passato tremendo alle spalle che pian piano sarà rivelato agli altri personaggi della storia e, ovviamente, al lettore.

E’ impossibile non rimanere coinvolti e non emozionarsi alla fine della storia. Nell’amante giapponese infatti, vengono trattati importanti temi come: l’amore, l’amicizia, la fedeltà, la seconda guerra mondiale, la violenza sessuale e non, la mentalità ristretta dell’epoca. Un libro che oltre ad intrattenere il lettore, lo porta a riflettere.

IL MIO VOTO:  7 su 10, quindi ve lo consiglio!!

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Recensione: “Io prima di te” di Jojo Moyes

Buonasera amici lettori! Oggi vi parlo della mia ultima lettura terminata: “Io prima di te” di Jojo Moyes. Partiamo, come sempre, dalla trama.

TRAMA: La dolce Louisa Clark, ventisei anni, è una giovane donna fidanzata  da 7 anni con Patrick. Ha un lavoro come cameriera presso una pasticceria nella piccola cittadina in cui abita da sempre e dalla quale non si è mai mossa. Con il suo lavoro aiuta la famiglia che versa in serie difficoltà economiche. Louisa crede di avere tante certezze nella sua vita, ma quello che non sa è che da lì a poco la sua vita cambierà per sempre grazie all’incontro  con Will Traynor. Will è un giovane di trentacinque anni, ex uomo di affari e con un vita piena, ormai costretto su una sedia a rotelle e privo della voglia di vivere ed anche lui, proprio come Louisa, ignora che la sua vita avrà una svolta.

IMG_20190510_185034_803 COSA NE PENSO:

Di solito i romanzi rosa non sono proprio la mia prima scelta, ma dopo tanti libri di S. King letti in questi ultimi mesi avevo bisogno di cambiare un pò genere. Così, avendo già da qualche anno nella libreria di mia sorella questo libro e avendo visto il film (che ho apprezzato davvero tanto) ho deciso finalmente di leggerlo. La Moyes ha davvero una scrittura semplice, ma che sa arrivare in maniera diretta al lettore. E’ in grado di presentare ogni personaggio senza pesanti descrizioni, cosa che per me è sempre un punto a favore per l’autore.

“Io prima di te” non è un libro da prendere alla leggera. Viene affrontato un importante tema che è quello della disabilità e dei limiti che molto spesso oltre a derivare dalla malattia stessa, derivano soprattutto dalla società egoista e superficiale in cui viviamo. Un altro tema è quello del fine vita.

LOUISA: dolce 26enne è la protagonista di questo romanzo! Lavora senza tregua, torna a casa e ogni tanto passa il tempo libero guardando il suo ragazzo correre. Una ragazza semplice che si impegna per aiutare la famiglia in difficoltà economica,  non ha altri obiettivi (fino a quando non farà la conoscenza di Will), ma è piena di potenzialità. In poche parole amo il suo personaggio.

CHE VOTO GLI DO: il mio voto è 7 su 10!

ATTENZIONE SPOILER

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Will  vuole porre fine alla sua vita con l’eutanasia e lo fa. L’autrice pone all’interno del libro i diversi punti di vista su questo argomento: da un lato abbiamo i  genitori di Will che si arrendono alla scelta del figlio, comprendendo (anche se con difficoltà ovvia) che quest’ultimo si sente già privo di vita; Will vive una vita che non è più sua. Dall’altro abbiamo la famiglia di Louisa che in ogni caso non accetta la scelta dell’eutanasia.  Un tema molto delicato, questo, che l’autrice tocca nel modo più semplice  possibile.

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Quindi vi consiglio questo libro? La mi risposta è si, poichè al di là della componente romantica, apre gli occhi sulle tematiche importanti sopra citate.

La recensione termina qui, spero che vi sia piaciuta!

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